“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Costituzione della Repubblica Italiana, art.32

Il sistema circolatorio sanguigno e linfatico: differenze di due circuiti complementari.

Il linfedema, come è ben noto, è una patologia causata da un accumulo della linfa, un fluido prodotto dal corpo stesso composto da proteine e grassi, che ha un ruolo primario nella risposta immunitaria. In sostanza, il sistema linfatico di un malato di linfedema non riesce in certe zone del corpo a funzionare correttamente e a trasportare tutta la linfa in altre parti del corpo.

Se questa situazione si può verificare per la linfa, non si riscontra una simile eventualità, invece, per il sangue, il liquido che scorre nell’altro grande sistema circolatorio umano, quello cardiaco. Forse i due sistemi circolatori sono più dissimili di quanto non si creda? La risposta è assolutamente sì: il sistema circolatorio e quello cardiaco hanno una struttura diversa, benché abbiano molte similitudini. In questo articolo si proverà a spiegare le loro profonde differenze, in modo da chiarire alcune dinamiche della comune terapia contro il linfedema. Gli stessi vasi, la struttura di questi sistemi, sono molto differenti. Il sistema circolatorio è composto da arterie, vene e capillari; le arterie e le vene, dovendo sopportare una pressione notevole, sono più spesse rispetto ai capillari che, più piccoli e ramificati, si occupano di diffondere nei tessuti l’ossigeno e i nutrienti presenti nel sangue e portare via l’anidride carbonica, i batteri e gli altri scarti delle cellule. Dove finisce l’azione dei capillari sanguigni, inizia quella dei capillari linfatici: ancora più permeabili, questi vasi assorbono tutto ciò che i loro corrispettivi sanguigni non riescono a trasportare, convogliando poi questa linfa nei precollettori, nei collettori e, infine, nei tronchi linfatici. Lungo questo percorso i linfonodi si occupano di filtrare il liquido linfatico e di togliere le impurità; questi, non solo agiscono come filtro, ma concentrano i linfociti, i globuli bianchi, e li indirizzano dove serve nell’organismo.  La destinazione finale di questo fluido sono le vene giugulare e subclaviana, rientrando così nel sistema sanguigno. Una simile funzione nel circuito sanguigno può essere individuata nei reni, che si occupano, appunto, della “pulitura” del sangue. Ma non è certo la permeabilità dei vasi ad essere la maggiore differenza tra il sistema sanguigno e quello linfatico: infatti, non esiste un organo deputato al pompare la linfa, come invece fa il cuore con il sangue. Da un lato, questo permette una struttura cellulare meno densa, rendendo di fatto i capillari linfatici più ricettivi di quelli sanguini, e un sistema circolatorio aperto, ma, d’altro canto, lascia tutto l’onere del trasposto della linfa alla piccola muscolatura liscia presente sulla superficie di alcuni di questi vasi. È anche da ricordare il ruolo della respirazione in questo movimento: infatti, l’azione muscolare, specialmente quella toracica, esercita una compressione che fa avanzare la linfa. In pratica, il massaggio drenante amplifica e indirizza nel punto in cui è necessaria quell’attività che normalmente viene fatta dai muscoli. Per completare questa breve rassegna, non si può mancare di citare due organi particolarmente importanti per il sistema linfatico: il timo e la milza. Il primo è l’organo deputato alla maturazione dei linfociti, che poi vengono immessi nel sistema linfatico e in quello sanguigno e si attestano nei linfonodi. La milza, invece, funge da ulteriore filtro sia per il sistema sanguigno che per quello linfatico, mettendo in luce quanto, nonostante le numerose differenze, questi due sistemi siano complementari.