“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Costituzione della Repubblica Italiana, art.32

La linforrea: un’eventualità che bisogna conoscere.

Il linfedema ha molte conseguenza sul fisico; la più comune è nota è senz’altro il gonfiore dell’arto colpito, ma non di meno sono ben conosciuti anche molti altri “effetti collaterali”, quali infezioni della cute, dolori, problemi di mobilità. Tra questi, uno dei più traumatici è la linforrea.

La linfonorrea consiste nella fuoriuscita di linfa dall’edema, ovvero la parte “gonfia”, attraverso una piccola ferita; in pratica, il corpo trasuda il liquido linfatico. Ovviamente, la prima conseguenza di questa eventualità è una certa dose di panico: vedere il proprio arto “perdere” liquido è di per sé piuttosto scioccante. Questa reazione è assolutamente comprensibile, ma non aiuta a risolvere il problema; rendersi conto che questa eventualità è relativamente normale per chi ha a che fare con il linfedema e reagire di conseguenza, invece, è il modo migliore per la gestione di questa complicazione. La procedura standard per limitare la linforrea è piuttosto elementare: dopo aver pulito con cura la zona da cui fuoriesce la linfa, possibilmente prima con acqua e poi con del disinfettante, avvolgete la zona colpita con delle bende, meglio se piuttosto assorbenti. Fatto ciò, indossate il vostro indumento compressivo: la maggiore pressione esercitata su una zona più vasta contribuirà a diminuire le perdite. È molto importante cambiare spesso le bende, per ragioni sanitarie: la linfa, infatti, è un ottima coltura per i batteri.  Dopo uno o due giorni la linforrea dovrebbe cessare; in caso contrario, rivolgetevi al vostro specialista di fiducia o a un medico. La linforrea, togliendo il trauma iniziale, di per sé è più un fastidio che altro, ma può portare, a sua volta, conseguenze anche serie. La linfa fornisce il nutrimento necessario per i batteri, il che può significare per l’organismo patologie quali celluliti, linfangiti ed eripele. Inoltre, la linfa risulta piuttosto dannosa per la pelle, il che può comportare arrossamenti e irritazioni. Proprio per questo è molto importante disinfettare bene l’area prima del bendaggio. Ora che è stata brevemente descritta la prassi da tenere in questi casi, ci si può concentrare di più sulle cause della linforrea: perché la linfa fuoriesce in questo modo? Le cause possono essere molteplici, ma la più comune è un taglio o una ferita generica nell’area già colpita dal linfedema; anche piccole punture, come quelle degli insetti, possono bastare per causare questo fenomeno. Va quindi da sé che il modo migliore per prevenire la linforrea è quello di evitare il più possibile questi piccoli incidenti; compito più facile a dirsi che a farsi! Se non è possibile evitare che gli insetti pungano o le piccole ferite che possono capitare ogni giorno, di sicuro prendersi cura della propria pelle può aiutare notevolmente. In particolare idratare la pelle risulta un valido supporto contro la linforrea: la pelle secca, infatti, crea delle spaccature nella cute che possono essere sufficienti per dare inizio alla fuoriuscita di liquido. Altrettanto importante è lavare spesso l’arto con un sapone antibatterico, al fine di prevenire le infezioni.