“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Costituzione della Repubblica Italiana, art.32

Il gonfiore come sintomo

Il gonfiore è la parte maggiore del disagio quotidiano causato dal linfedema. Gran parte degli effetti secondari del linfedema, infatti, sono derivati dall’aumento della massa dell’area colpita e dagli effetti che la linfa, statica, ha sulle zone limitrofe. 

L’edema è, certo, il più caratteristico elemento del linfedema, il sintomo primo e più facilmente individuabile del difetto al sistema linfatico. Va da sé che il gonfiore del linfedema è un importante indicatore della malattia, ma anche dello stadio e del decorso della stessa.

Come la colorazione della pelle può dare informazioni cruciali su quello che sta succedendo nel nostro corpo, anche il gonfiore deve essere tenuto d’occhio. Anche solo intuitivamente, è facile comprendere che se il gonfiore aumenta, qualcosa sta andando per il verso sbagliato. Per tale ragione, se notate un simile sviluppo, è imperativo consultare il proprio specialista di fiducia.

Non di meno, ci sono diverse casistiche che causano un peggioramento dell’edema. In alcuni casi, un lento e costante aumento del gonfiore è una naturale conseguenza della malattia; nei casi più gravi, infatti, la terapia decongestionante ha la funzione di contenere e rallentare l’edema, più che non stabilizzarlo.

Decisamente più allarmante, invece, è l’aumento dell’edema in un breve periodo di tempo. Questo sintomo può derivare da diverse complicazioni o patologie, persino molto gravi.

La presenza di un’infezione nell’organismo può avere questo effetto; la risposta immunitaria modifica radicalmente la gestione dei liquidi nell’organismo, influenzando, quindi, l’accumulo di linfa.

L’infezione non necessariamente deve essere nell’area colpita da linfedema, ma ricordate che l’edema è un ambiente praticamente perfetto per una coltura batterica. Ben più gravi sono, invece, ulteriori blocchi del sistema circolatorio o linfatico.

Un coagulo venoso può creare un secondo gonfiore, ma non relato alla linfa, bensì al sangue. Lo sviluppo può essere molto rapido ed è contraddistinto da un colorito rosso-violaceo dell’area interessata. Non è relato al linfedema, ma è pur sempre molto pericoloso; in caso di questi sintomi, è necessario contattare un medico al più presto.

Il vostro specialista del linfedema è, chiaramente, il più indicato per una corretta diagnosi, ma non è necessariamente l’unico dottore a poter verificare questa eventualità. Se invece, il colorito non è considerevolmente cambiato, ma il gonfiore è in rapido aumento, la situazione può essere più grave.

È, infatti, possibile che la circolazione della linfa sia stata ulteriormente compromessa da qualche fattore, come l’ulteriore sviluppo del tessuto cicatriziale o, persino, un tumore al sistema linfatico. Considerata la seria natura di questi sviluppi, anche in questa caso è imperativo consultare un medico, soprattutto il vostro specialista di fiducia o un linfologo.

Considerata la posta in gioco, appare evidente l’importanza di fare attenzione al proprio edema, almeno quanto al colorito dell’area interessata. Nei casi più gravi, anche a occhio nudo è facile accorgersi del peggioramento, ma – come quasi sempre – è sempre più facile ed efficace agire nelle prime fasi della malattia.

È, quindi, molto importante misurarsi il gonfiore regolarmente, al fine di essere certi della progressione della malattia, e di fare attenzione ai piccoli segnali, come ad esempio una crescente fatica nell’indossare gli indumenti compressivi. Il vostro specialista potrà risolvere eventuali dubbi e sospetti, ma è molto importante comunicare queste piccole variazioni, cosicché possa avere un quadro il più completo possibile.