“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Costituzione della Repubblica Italiana, art.32

Liposuzione e linfedema

Nel mondo odierno, tutti sono a conoscenza di cosa sia la liposuzione. Se ne sente parlare in televisione, se ne sente parlare sui giornali, è persino possibile che qualcuno di voi conosca personalmente chi si è sottoposto a questo comune intervento di chirurgia estetica. Ma perché ne stiamo parlando su questo sito? Qual è il nesso con il linfedema? Potrà sorprendervi, ma esistono alcune procedure di liposuzione per asportare la linfa in eccesso e ridurre il gonfiore.

In fin dei conti, stiamo parlando – a livello puramente teorico – della medesima procedura: avendo inserito una cannula in punti ben precisi dell’area interessata, la materia indesiderata, adipe o linfa che sia, viene “pompata” via dal corpo. Detta così, sembra un affare; con un comune intervento chirurgico, si  potrebbe migliorare sensibilmente l’area colpita da linfedema. Perché, quindi, non se ne parla? Ancora una volta l’Italia è il fanalino di coda della medicina? È tutta una cospirazione?

La realtà, è molto meno articolata ed eccitante; sebbene il processo sia simile, la differente densità di linfa e adipe rende più complesso l’utilizzo di questa tecnica in caso di linfedema. Inoltre, l’effetto di questa procedura non è definitivo.

Anche se il gonfiore viene diminuito, ciò non risolve la causa del medesimo: una deficienza congenita o dovuta a precedente chirurgia del sistema linfatico. In altri termini, dopo un certo periodo, in assenza di sessioni di terapia decongestionante e dell’utilizzo di indumenti compressivi, in gonfiore si ripresenterà come prima.

Oltre a ciò, bisogna ricordare che – benché semplice – la liposuzione è pur sempre un intervento chirurgico; questo significa esporsi maggiormente alle infezioni, possibili (sebbene molto improbabili) cicatrizzazioni ulteriori che acuiscono il problema al sistema linfatico, nonché complicazioni di vario tipo. Non bisogna mai prendere queste cose alla leggera! Eppure, in certi casi un intervento del genere può comunque essere la migliore soluzione per la gestione della malattia.

Chiaramente, si tratti di casi in cui i benefici siano tali da giustificare i rischi intrapresi; ovvero, quando il gonfiore è veramente esteso o non risponde più alla terapia decongestionante. Specialisti nel settore, riconoscono che la liposuzione applicata al linfedema non dovrebbe essere eseguita se il linfedema presenta ancora il “pitting” – il caratteristico indentamento dell’area colpita qualora si eserciti una leggera pressione –, quindi solo in stadi avanzati della malattia.

Solo in caso di mancata risposta alla terapia convenzionale questa opzione dovrebbe essere intrapresa nel primo stadio della malattia.

Ovviamente, il chirurgo che effettua questa operazione deve essere ben conscio della procedura e delle sue difficoltà: non tutti i chirurghi plastici conoscono questa particolare applicazione della liposuzione.

È, inoltre, consigliabile una collaborazione tra il chirurgo, possibilmente esperto di linfologia e sistema linfatico, e lo specialista del linfedema di fiducia, per un’azione a 360 gradi pre e post operazione.

Ricapitolando, purtroppo la liposuzione adattata al linfedema non è una soluzione efficiente per un linfedema contenuto e correttamente trattato, ma può essere molto efficace per i casi più gravi.

È bene sottolineare ancora una volta che questa operazione non è assolutamente un sostituto per la terapia decongestionante, ma solo un modo per ridurre un edema particolarmente difficile da trattare. Dopo l’intervento, è necessario un grande impegno affinché la situazione non ritorni come prima, esattamente la medesima situazione che qualunque malato di linfedema deve affrontare ogni giorno.