“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Costituzione della Repubblica Italiana, art.32

Il sistema sanguigno e il linfedema: occhio al colore!

Già di per sé il linfedema è una condizione problematica; spesso gli arti diventano “ingombranti” a causa del gonfiore, comportando problemi motorii, dolori e aumentando il rischio di complicazioni. Tra queste ultime le infezioni come la cellulite e diversi problemi alla pelle sono di certo le più comuni, ma non bisogna dimenticare che l’edema può causare dei problemi considerevoli anche per quanto concerne la circolazione sanguigna.

Il corpo umano è attraversato da due grandi sistemi circolatori: quello linfatico, che ben conosciamo, che trasporta la linfa – un composto di proteine, nutrienti e ormoni -, e quello cardiaco, che invece pompa il sangue, nutrienti e ossigeno in tutto il corpo.

Questi due sistemi coesistono alla perfezione e riescono a raggiungere, sebbene non sempre direttamente, tutte le parti del corpo. Non di meno, non sempre il lavoro di questi due grandi sistemi ha vita facile. Infatti, a livello generale essi lavorano a “flussi”, ovvero una corrente di sangue – mossa dal cuore – e una di linfa – aiutata dal movimento della muscolatura liscia – si muovono dal tronco alla periferia del corpo, ritornando poi verso il centro; non di meno, per raggiungere le cellule a livello locale questi fluidi vengono irrorati nelle zone interessate.

Se questo sistema è perfetto per raggiungere ogni singola cellula, comporta anche un problema: maggiore è la massa da coprire, proporzionale sarà la difficoltà a portare a termine questo compito. Il linfedema, creando un accumulo di linfa che, a tutti gli effetti, aumenta la massa dell’area colpita ha un effetto anche sui due sistemi circolatori, imponendo uno stress maggiore a entrambi.  

Per tale ragione è importante tenere in considerazione anche gli effetti che il linfedema potrebbe avere sulla circolazione sanguigna. Quanto appena presentato può sembrare avvilente: “Non solo devo preoccuparmi tutti i giorni del gonfiore” potrebbe pensare il nostro lettore, “ma pure devo sapere come reagisce il sistema sanguigno?”. Fortunatamente, la situazione è meno grave di quanto sembri.

Non  sempre il gonfiore causato dal linfedema è di tale entità da causare seri problemi alla circolazione sanguigna; per tale ragione, si può stare tranquilli fintanto che l’arto non cambi colore. Il cambiamento di colore nei tessuti è il più immediato segnale relato all’entità dell’irrorazione sanguigna.

È molto comune che l’area colpita da linfedema sia leggermente più arrossata del resto della pelle, con una più o meno persistente sensazione di calore. Questo non ha nulla a che fare con  la presenza di sangue nell’area, ma è solo una risposta infiammatoria alla presenza di un alto gradiente di proteine. La terapia decongestionante aiuta a contenere e diminuire questi sintomi, ma possono ripresentarsi.

È importante familiarizzare con questo colorito e sensazione di calore, perché sarà un termine di paragone nel caso di problemi con l’irrorazione sanguigna. Se, infatti, l’arto appare stranamente pallido è possibile che non abbastanza sangue stia arrivando ai tessuti nell’area.

Un altro sintomo tipico di tale problema è un dolore dopo attività prolungata dell’arto. Diametralmente differente è, invece, l’effetto causato dall’insufficiente riassorbimento del sangue venoso: l’arto, quando è a riposo, diventa violaceo.

Spesso questo problema si verifica in zone periferiche (avambraccio, polpacci), in quanto la forza di riassorbimento è minore. Entrambi questi effetti sono perfettamente trattabili, ma è importante fare attenzione a questi effetti collaterali e avvisare quanto prima il proprio medico di famiglia e lo specialista del linfedema di tali sviluppi. In poche parole, la cosa più importante è tenere d'occhio il colorito della pelle nell'area colpita da linfedema, riportando il prima possibile eventuali cambiamenti.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, che un'azione repentina è sempre la migliore strategia per limitare gli effetti collaterali del linfedema.