“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

Costituzione della Repubblica Italiana, art.32

Chirurgia e linfedema: sempre a rischio?

Che la chirurgia, specialmente relativa alla rimozione dei linfonodi, possa causare il linfedema è un fatto noto; invero, i casi di linfedema secondario sono molto più comuni di quelli primari – ovvero derivati da una naturale deficienza del sistema linfatico – e nel mondo occidentale sono la causa primaria dell’insorgenza di questa malattia.

È, inoltre, importante ricordare che il nesso tra chirurgia e linfedema non è assoluto: non è affatto vero che ogni intervento chirurgico causa automaticamente il linfedema.

Ma quanto bisogna aspettare per essere sicuri da “averla scampata” in relazione al linfedema?

Solitamente, l’accumulo di linfa si presenta dopo pochi mesi, tant’è che una volta riassorbito il gonfiore post-operatorio, qualora gli arti non si riducano alla normale dimensione il primo sospetto è il linfedema.

Non di meno, a volte questa patologia è più furtiva. Poiché deriva da un’insufficiente circolazione della linfa, in alcuni casi il linfedema può presentarsi dopo anni dall’intervento, quando il sistema linfatico raggiunge uno stato di stress tale da non poter gestire più la totalità della linfa.

Ovviamente, questi casi sono piuttosto rari e, solitamente, sono collegati con la rimozione dei linfonodi. Specialmente i pazienti che hanno dovuto subire una linfectomia al collo, ascella o inguine non possono, purtroppo, mai dirsi effettivamente fuori pericolo.

Questi, invero, sono punti nevralgici del sistema linfatico, che regolano la circolazione tra tronco, testa e arti: un indebolimento della rete in queste zone ha un impatto notevole sull’intero sistema. Per tal motivo, è importante dopo un’operazione in una di queste aree adottare un sano stile di vita, evitando ulteriore stress sul sistema linfatico.

Tuttavia, con questa importante eccezione, generalmente il rischio di sviluppare il linfedema decresce con il tempo. Il corpo impara a reindirizzare la linfa attraverso i vasi più funzionali, riuscendo a riassorbire la linfa; è un processo che richiede del tempo, ma una volta stabilito un nuovo pattern esso si stabilizza.

Dunque, è possibile essere fiduciosi a distanza di qualche anno, ma senza esagerare. Un eccessivo stress sul sistema linfatico, per esempio un pesante sovrappeso, può avere conseguenze anche importanti su un sistema linfatico indebolito, seppure moderatamente.